Villa Carcina. Il Consiglio di Stato: no alla sala del commiato in determinati contesti residenziali.

Colpo di scena a Villa Carcina, nel bresciano, nei confronti della sala del commiato che nei mesi precedenti aveva guadagnato anche le pagine della cronaca per una serie di circostanze collegate ai vicini di casa. Infatti, dopo aver ottenuto il via libera dall’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia, una agenzia funebre nel 2008 aveva allestito la propria sala al piano terreno di un edificio che un tempo ospitava un negozio di fiori poi dismesso. Ma la convivenza tra la sala e i vicini di casa si era rivelata subito critica perché gli abitanti si vedevano costretti a non poter più organizzare cene o momenti conviviali proprio per questioni di rispetto verso chi avrebbe dovuto partecipare alle cerimonie funebri. E infatti gli stessi residenti avevano iniziato a fare i dispetti, con tanti di riti voodoo, ma anche musica alta durante i momenti di lutto o altro genere di episodi. Tanto che l’agenzia per diciannove volte era stata costretta a chiamare le forze dell’ordine. Poi era seguito l’ammonimento da parte del questore che i destinatari avevano impugnato al Tar di Brescia, ma respinto e incassando una multa, oltre al rimborso delle spese verso altri vicini e il ministero dell’Interno. La notizia che emerge arriva dal Consiglio di Stato. In pratica, la stessa sala del commiato non sarebbe compatibile con il contesto residenziale di quella zona di Villa Carcina e quindi dovrebbe cambiare sede. Una decisione giudiziaria opposta rispetto a quella che aveva preso il Tar bresciano. Il sindaco Gianmaria Giraudini si è detto spiazzato dal provvedimento e, sottolineando che comunque una sala del commiato è un servizio utile alla comunità, di fatto parla di come sarà necessario rifare tutto daccapo.

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