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Dogliani. La minoranza accusa: “La tassa sui morti non è obbligatoria, il sindaco ha mentito”.

Sulla questione del cimitero e sulla così detta “tassa sui morti”, cioè i 250 euro che da quest’anno ogni famiglia dovrà pagare al comune per far semplicemente entrare il feretro dei propri cari nel cimitero di Dogliani, sono stati chiesti chiarimenti in Regione Piemonte. Il sindaco Paruzzo ha pubblicamente dichiarato che si trattava di un obbligo derivante dalla necessità di conformarsi alle leggi regionali che regolano i cimiteri e le attività relative e che quindi si trattasse di una polemica sterile perché priva di soluzione (“è una normativa obbligatoria”, “i costi dipendono dall’adeguamento alla normativa regionale” sono solo alcune delle dichiarazioni rilasciate), richiamando l’articolo 3, comma 4, del regolamento regionale in materia. È risultato che il sindaco ha detto una bugia: la Regione lo ha smentito. Dalla normativa regionale non deriva alcun obbligo nella distinzione tra il trasporto del feretro fino al cimitero e il trasporto all’interno, tanto meno dall’articolo 3.4 del regolamento; si tratta invece di una “scelta discrezionale”, cioè una libera scelta del Sindaco e non obbligatoria. I 25-30mila euro – a tanto ammonterebbe la somma a fine anno se si tiene conto del numero complessivo di servizi che avvengono ogni anno nel cimitero – sono richiesti alle famiglie in lutto perché così ha voluto il Comune di Dogliani, non certo perché la Regione Piemonte lo abbia imposto.

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