2 aprile 1872. Muore Samuel Morse, inventore del celebre codice che porta il suo nome.

Samuel Finley Breese Morse nacque il 27 aprile 1791 a Charlestown, nel Massachusetts. Era il primo figlio di Jedidiah Morse, un pastore protestante e geografo, e di Elizabeth Ann Breese.
Fin da giovane, Samuel mostrò una forte inclinazione artistica. Frequentò il College di Yale, dove si avvicinò sia alla pittura sia agli studi scientifici, in particolare al magnetismo e all’elettricità.
Nel 1811 si trasferì a Londra, dove studiò pittura sotto la guida del maestro Washington Allston. Durante questo periodo realizzò opere importanti come Ercole morente e un grande ritratto del marchese La Fayette. Nonostante il talento artistico, la sua carriera nel mondo dell’arte ebbe vita breve.
Il ritorno in America e l’inizio del cambiamento
Rientrato negli Stati Uniti, Morse contribuì a fondare la National Academy of Design a New York. Continuò a dipingere e insegnare alla New York University, ma fu un evento personale a segnare la svolta nella sua vita.
Nel 1825, mentre si trovava a Washington per ritrarre La Fayette, ricevette una lettera che annunciava la malattia della moglie. Il giorno dopo ne ricevette un’altra: la moglie era morta. Quando arrivò a casa, era già stata sepolta. Questo dolore profondo lo spinse a cercare un modo più rapido per comunicare sulle lunghe distanze.
La scintilla dell’invenzione
Nel 1832, durante un viaggio in nave dall’Europa, Morse incontrò Charles Thomas Jackson, esperto di magnetismo. Assistendo ad alcuni esperimenti, Samuel concepì l’idea di un telegrafo elettrico a filo singolo. Negli anni successivi si dedicò completamente allo sviluppo del dispositivo, collaborando con Alfred Vail.
Insieme crearono non solo il telegrafo, ma anche un nuovo sistema di trasmissione: il codice Morse.
Il primo messaggio e il successo
Dopo numerosi tentativi, nel 1843 il Congresso degli Stati Uniti approvò un finanziamento per costruire una linea sperimentale tra Washington e Baltimora. Il 24 maggio 1844, Morse inviò il primo messaggio ufficiale:
“What Hath God Wrought? (cosa ha fatto Dio?)”
Fu un momento storico: il mondo aveva appena assistito alla nascita della comunicazione elettrica a distanza.
Le rivalità e il riconoscimento
La collaborazione con Alfred Vail si deteriorò rapidamente. Seguirono battaglie legali e contenziosi per il riconoscimento dell’invenzione.
In una lettera del 1848, Morse raccontò con amarezza le difficoltà incontrate per affermare la propria paternità del telegrafo. Alla fine, però, il merito gli fu ufficialmente riconosciuto.
Nel frattempo, in Europa, altri inventori come William Cooke e Charles Wheatstone sviluppavano sistemi simili. Ma il metodo di Morse, più semplice ed economico, finì per imporsi a livello globale.
Gli ultimi anni
Negli ultimi decenni della sua vita, Samuel Morse si dedicò a progetti culturali e scientifici, lasciando il palcoscenico dell’innovazione ma non quello della storia.
Il suo codice divenne il linguaggio universale della telegrafia per oltre un secolo e ancora oggi è utilizzato in alcuni ambiti militari e radioamatoriali.
Samuel Morse morì il 2 aprile 1872, a New York, all’età di 80 anni. Fu sepolto al Green-Wood Cemetery di Brooklyn.
Samuel Finley Breese Morse nacque il 27 aprile 1791 a Charlestown, nel Massachusetts. Era il primo figlio di Jedidiah Morse, un pastore protestante e geografo, e di Elizabeth Ann Breese.
Fin da giovane, Samuel mostrò una forte inclinazione artistica. Frequentò il College di Yale, dove si avvicinò sia alla pittura sia agli studi scientifici, in particolare al magnetismo e all’elettricità.
Nel 1811 si trasferì a Londra, dove studiò pittura sotto la guida del maestro Washington Allston. Durante questo periodo realizzò opere importanti come Ercole morente e un grande ritratto del marchese La Fayette. Nonostante il talento artistico, la sua carriera nel mondo dell’arte ebbe vita breve.
Il ritorno in America e l’inizio del cambiamento
Rientrato negli Stati Uniti, Morse contribuì a fondare la National Academy of Design a New York. Continuò a dipingere e insegnare alla New York University, ma fu un evento personale a segnare la svolta nella sua vita.
Nel 1825, mentre si trovava a Washington per ritrarre La Fayette, ricevette una lettera che annunciava la malattia della moglie. Il giorno dopo ne ricevette un’altra: la moglie era morta. Quando arrivò a casa, era già stata sepolta. Questo dolore profondo lo spinse a cercare un modo più rapido per comunicare sulle lunghe distanze.
La scintilla dell’invenzione
Nel 1832, durante un viaggio in nave dall’Europa, Morse incontrò Charles Thomas Jackson, esperto di magnetismo. Assistendo ad alcuni esperimenti, Samuel concepì l’idea di un telegrafo elettrico a filo singolo. Negli anni successivi si dedicò completamente allo sviluppo del dispositivo, collaborando con Alfred Vail.
Insieme crearono non solo il telegrafo, ma anche un nuovo sistema di trasmissione: il codice Morse.
Il primo messaggio e il successo
Dopo numerosi tentativi, nel 1843 il Congresso degli Stati Uniti approvò un finanziamento per costruire una linea sperimentale tra Washington e Baltimora. Il 24 maggio 1844, Morse inviò il primo messaggio ufficiale:
“What Hath God Wrought? (cosa ha fatto Dio?)”
Fu un momento storico: il mondo aveva appena assistito alla nascita della comunicazione elettrica a distanza.
Le rivalità e il riconoscimento
La collaborazione con Alfred Vail si deteriorò rapidamente. Seguirono battaglie legali e contenziosi per il riconoscimento dell’invenzione.
In una lettera del 1848, Morse raccontò con amarezza le difficoltà incontrate per affermare la propria paternità del telegrafo. Alla fine, però, il merito gli fu ufficialmente riconosciuto.
Nel frattempo, in Europa, altri inventori come William Cooke e Charles Wheatstone sviluppavano sistemi simili. Ma il metodo di Morse, più semplice ed economico, finì per imporsi a livello globale.
Gli ultimi anni
Negli ultimi decenni della sua vita, Samuel Morse si dedicò a progetti culturali e scientifici, lasciando il palcoscenico dell’innovazione ma non quello della storia.
Il suo codice divenne il linguaggio universale della telegrafia per oltre un secolo e ancora oggi è utilizzato in alcuni ambiti militari e radioamatoriali.
Samuel Morse morì il 2 aprile 1872, a New York, all’età di 80 anni. Fu sepolto al Green-Wood Cemetery di Brooklyn.