17 luglio 1928. Muore Giovanni Giolitti.

Si spegne a Cavour uno dei protagonisti della politica italiana del primo Novecento, Giovanni Giolitti.  Fautore dell’allargamento della base democratica dello Stato liberale, ha indirizzato la sua azione politica verso lo sviluppo industriale, economico e sociale del paese. A lui si deve l’introduzione del suffragio universale maschile, una politica di difesa del bilancio statale capace di fornire risorse finanziarie per il sostegno all’industria, la nazionalizzazione delle ferrovie e delle riforme sociali di tutela del lavoro. Più  volte a capo del governo tra il 1892 e il 1920, sconfessò il regime fascista dal 1924, dopo un iniziale riconoscimento del governo Mussolini.

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