20 maggio 1999. Le BR uccidono Massimo D’Antona.

Le Brigate Rosse uccidono, con nove colpi di pistola, il professor Massimo D’Antona, giuslavorista e consulente del Ministero del Lavoro. L’omicidio avviene alle 8.30 di mattina, davanti allo studio del professore, in Via Salaria a Roma. Passano poche ore e le “Brigate rosse per la costruzione del Partito comunista combattente” rivendicano l’attentato e accusano D’Antona di aver collaborato alla politica economica del governo. L’8 luglio 2005 la Corte d’Assise di Roma condanna all’ergastolo, per l’omicidio D’Antona, Nadia Desdemona Lioce, Roberto Morandi e Marco Mezzasalma.

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